Roma, Via delle Coppelle, 35
L'Istituto è stato fondato il 25 novembre 1951 con D.PR. n. 1408 con lo scopo di divulgare l'opera e il pensiero di Luigi Sturzo e, secondo l'intenzione del fondatore, favorire gli studi nel campo delle scienze sociali e la formazione delle classi dirigenti. Oggi l'Istituto si muove lungo due grandi direttrici: da una parte, attraverso il ricco patrimonio di documenti conservati nell'archivio e nella biblioteca, contribuisce alla ricostruzione della storia del '900; dall'altra, attraverso dibattiti, riflessioni, approfondimenti e pubblicazioni analizza e interpreta le principali trasformazioni e le sfide attuali della nostra società anche in una prospettiva internazionale, fornendo idee e proposte per lo sviluppo di una democrazia rispondente alle esigenze dei cittadini.
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Roma, Piazza delle Muse, 25
La Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice (in origine Fondazione Ugo Spirito) è stata costituita a Roma nel 1981 per lo studio del pensiero di Ugo Spirito attraverso le carte del suo Archivio e i testi della Biblioteca, acquisiti grazie alla moglie Gianna Saba. La Fondazione può promuovere qualunque iniziativa che possa agevolare il raggiungimento dei propri scopi, nonché aderire a organismi italiani ed esteri quali Accademia e Istituti di Cultura o Enti e Istituzioni comunitarie e network internazionali che ispirino la loro attività all'affermazione dei valori della tradizione culturale europeo.
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Roma, Via Sebino 43a
La Fondazione Gramsci è nata nel 1950 con l'obiettivo di raccogliere documenti sulla biografia di Antonio Gramsci e dare impulso alle ricerche sulla storia del movimento operaio. Nel 1954 ha assunto il nome di Istituto Gramsci. È stata il principale organo culturale e di ricerca del Partito comunista italiano con sezioni di lavoro dedicate a storia, filosofia, economia, pedagogia, diritto e, in seguito, medicina sociale, ecologia, bioetica. Nel 1982 è divenuta Fondazione Istituto Gramsci ed è ritornata alla sua denominazione originaria nel 2016. In più di settant'anni, ha costantemente incrementato il proprio patrimonio documentale. Accanto all'Archivio Antonio Gramsci e agli archivi del Pci (1921–1991), Psiup (1964–1972), Pds (1991–1997), Ds (1997–2008) e dei loro principali dirigenti, conserva archivi di enti e di personalità della cultura: docenti universitari, scrittori, registi, scenografi, grafici, fotografi, giornalisti. La biblioteca dispone di oltre 200 mila volumi ed è stata arricchita in sinergia con l'attività di ricerca e con le acquisizioni documentali. La Fondazione garantisce il libero accesso al patrimonio archivistico e bibliografico; tutti i servizi prestati sono gratuiti. Organizza convegni, seminari di studio, conferenze, corsi, mostre, attività formative, bandisce periodicamente borse di studio, pubblica gli «Annali della Fondazione Gramsci», la rivista trimestrale «Studi Storici», la serie «Studi gramsciani nel mondo» e la serie «Storia internazionale del XX secolo».
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Brescia, via Cairoli, 9
La Fondazione Luigi Micheletti di Brescia è un centro di ricerca sull'età contemporanea, specializzato nella raccolta e comunicazione del patrimonio materiale e immateriale del XX e XXI secolo. Ricerca scientifica e selezione del patrimonio sono orientate dalla volontà di comprendere, far conoscere e conservare quanto, pur vicino a noi e storicamente decisivo, rischia di rimanere memoria di pochi: le ideologie del lungo Novecento, le guerre, l'ambivalenza del progresso tecnico, l'industrializzazione, le voci e i volti del lavoro, l'avvento dei consumi, la crisi ambientale. La storia politica, sociale e materiale dell'età contemporanea, condotta attraverso ricerche e convegni di respiro nazionale e internazionale, risulta così intrecciata a una ricchissima raccolta di tracce del tempo vicino: scritti, cartoline, foto, manifesti, pellicole, video, documenti sonori, ma anche oggetti, arredi, macchine, fino alla promozione del MUSIL – Museo dell'Industria e del Lavoro, centrato sul recupero di impianti produttivi ed intere aree urbane.
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Roma, Piazzale degli Archivi, 27 (EUR)
Le origini dell'Archivio centrale dello Stato risalgono al 1875, quando venne istituito l'Archivio del Regno al fine di conservare gli originali delle leggi e dei decreti, lo stato civile di Casa Savoia, il registro araldico e la documentazione dei ministeri non più occorrente “ai bisogni ordinari del servizio” (R.D. 2552/1875, art. 1). L'Archivio del Regno rimase tuttavia per lungo tempo un'istituzione priva di completa autonomia: la sede, la gestione dei documenti e la direzione amministrativa erano infatti condivise con l'Archivio di Stato di Roma. La nascita della Repubblica nel 1946 impose la riorganizzazione dell'Istituto e la sua sistemazione in una sede definitiva e autonoma: emergeva infatti la necessità di trovare una collocazione idonea per gli archivi delle amministrazioni centrali trasferiti nel nord Italia durante la Repubblica di Salò recuperati alla fine della seconda guerra mondiale, nonché per gli archivi degli enti del precedente regime fascista che rischiavano la dispersione o la manomissione. La piena autonomia dell'Istituto fu sancita nel 1953 con la Legge del 13 aprile n. 340 che ufficializzava la nuova denominazione di Archivio centrale dello Stato, operava la distinzione dall'Archivio di Stato di Roma, e poneva alla direzione dell'Istituto il funzionario con il grado più elevato dell'amministrazione archivistica. In concomitanza trovò soluzione anche l'annoso problema della sede, individuata nell'edificio monumentale dell'EUR che avrebbe dovuto ospitare la mostra delle corporazioni nell'ambito dell'Esposizione universale di Roma. Il trasferimento presso la nuova sede fu completato nel 1960, con l'apertura agli studiosi della sala di studio il primo aprile dello stesso anno. Dal 2008 l'Archivio centrale dello Stato è un istituto dotato di autonomia speciale nell'ambito del Ministero della Cultura, con autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile. L'Istituto ha una struttura articolata in: Consiglio di amministrazione, Collegio dei revisori dei conti, Consiglio scientifico. Provvede ai suoi compiti istituzionali con le risorse finanziarie di bilancio ordinarie e straordinarie; con i proventi derivanti dallo svolgimento delle attività di promozione, pubblicazione, consulenza e collaborazione con soggetti pubblici e privati, nazionali e internazionali; con i contributi di amministrazioni ed enti pubblici e privati italiani, comunitari, internazionali; con le quote di iscrizione per corsi di formazione e aggiornamento organizzati in proprio. È diretto dal Sovrintendente, a cui il Decreto di organizzazione del Ministero del 2 dicembre 2019 ha riconosciuto il livello di direttore generale.
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Roma, Via di Sant'Anna, 13
La Fondazione Ugo La Malfa è stata costituita il 18 aprile del 2001. Essa fa seguito, nella sua attività, all'Istituto Ugo La Malfa, fondato nel 1980 per volontà degli eredi e di un gruppo di amici dello statista, fra i quali Francesco Cingano, Enrico Cuccia, Giovanni Spadolini e Leo Valiani. Nel 2012 la Fondazione Ugo La Malfa ha acquisito lo status di Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale), in ragione della sua attività culturale senza scopo di lucro finalizzata ad approfondire temi e problemi di attualità economica e politica nazionale e internazionale. La Fondazione Ugo La Malfa è socio dell'AICI – Associazione delle Istituzioni di Cultura italiane. Il nucleo originario della Fondazione è costituito dal Fondo librario e dalle carte appartenenti a Ugo La Malfa, intorno ai quali si è progressivamente ampliato il patrimonio archivistico e si sono strutturate le attività di ricerca e pubblicazione.
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, Via Giovanni Maria Lancisi, 25
La Fondazione Giulio Pastore è stata costituita in Roma il 26 febbraio 1971 senza fini di lucro e con lo scopo di promuovere le ricerche e gli studi aventi per oggetto i problemi del lavoro e dell'esperienza sindacale dei lavoratori, sia dal punto di vista delle singole discipline interessate sia da quello interdisciplinare, nonché di favorire la diffusione e l'applicazione dei loro risultati. Svolge attività di ricerca, è attiva con convegni e seminari, nonchè con pubblicazioni, tra le quali ricordiamo gli «Annali della Fondazione Giulio Pastore», i «Quaderni della Fondazione Giulio Pastore» e le stampe della Collana Fondazione Giulio Pastore. Conserva una biblioteca, costituita nel 1971 in base a una donazione da parte della famiglia Pastore ed arricchitasi nel tempo con nuovi fondi, che raccoglie attualmente oltre 30.000 volumi e 300 testate di periodici. La biblioteca è specializzata nei vari ambiti delle scienze dell'uomo in una prospettiva comparata, con attenzione alle tematiche del lavoro e del sindacato declinate secondo varie prospettive disciplinari (storia economica e sociale, relazioni industriali, diritto del lavoro, economia del lavoro e sociologia del lavoro). Conserva inoltre numerosi fondi archivistici: alcuni, essendo parte del suo patrimonio costitutivo sono presenti dal 1971, altri sono stati acquisiti successivamente. Tutti i fondi conservati sono stati dichiarati di notevole interesse storico e attengono alla storia del movimento sindacale e del movimento cattolico–sociale italiano.
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Bologna, Via Mentana, 2
La Fondazione non ha scopo di lucro, essa persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, come definite nell'art. 10 del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n.460. La Fondazione Gramsci Emilia–Romagna è un istituto culturale privato di rilevanza nazionale, riconosciuto nella Tabella del MIC dal 2009 (L.534) e del MUR dal 2011 (DM 44/2008). Da associazione giuridicamente riconosciuta diviene Fondazione nel 2007. La Fondazione, promuove, come da statuto, la conoscenza della storia contemporanea, ne favorisce la ricerca e la divulgazione culturale, conduce attività di formazione e di aggiornamento rivolte a tutte le fasce di età per la promozione del pensiero critico e della cittadinanza attiva. Svolge un servizio pubblico di biblioteca garantendo 45 ore di apertura settimanali, partecipa con il proprio catalogo al Polo SBN nazionale attraverso convenzione con il Polo UBO (Università e Comune di Bologna) e in convenzione con la Regione Emilia–Romagna (L.R. 18/2000); rende consultabili online gli inventari dei propri archivi aderendo al progetto Città degli archivi, portale promosso dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna per le risorse informative su una parte rilevante dei più significativi archivi per la storia della città di Bologna dell'Otto e Novecento. La Fondazione offre alla pubblica consultazione una Biblioteca di circa 95.000 volumi e di 1.864 testate periodiche; conserva un patrimonio archivistico, notificato di importanza nazionale dalla Soprintendenza archivistica statale che ne segue la tutela, composto da fondi di movimenti sociali e di partiti politici, di personalità del mondo della cultura e della vita politica italiana del Novecento. Alle fonti su supporto cartaceo si aggiungono raccolte di foto, di manifesti, di documenti sonori, di filmati e audiovisivi. L'archivio copre circa 400 metri lineari. La Fondazione promuove progetti in autonomia e in collaborazione con enti di ricerca, università, scuole, enti pubblici, enti del terzo settore, imprese del mondo culturale e creativo, anche a livello internazionale. Pone grande attenzione alla contaminazione delle discipline e dei linguaggi, con lo scopo di proporre un'offerta culturale sempre innovativa e trasversale anche per intercettare nuovi pubblici e nuove esigenze formative e culturali, con particolare attenzione alle generazioni più giovani. A questo scopo la Fondazione è impegnata in attività di formazione specificamente dedicata al mondo della scuola: per il settennato 2021–2027 ha ottenuto l'accreditamento Erasmus+ (ambito Vet), in qualità di coordinatore di consorzio, con un progetto che promuove esperienze di formazione in ambito culturale rivolte a istituti scolastici con indirizzi tecnici e professionali, allo scopo di valorizzare competenze chiave per i futuri lavori della cultura; promuove corsi di aggiornamento rivolti a docenti della scuola secondaria superiore (direttiva MUR 170/2016) con un approccio fortemente interdisciplinare; progetta e realizza annualmente laboratori sulla storia del '900 proponendo metodi innovativi a partire dall'analisi e dall'utilizzo delle fonti storiche che vengono reinterpretate, utilizzate in chiave creativa anche a seconda degli indirizzi scolastici coinvolti (ad esempio grafica, musica, design); propone percorsi di formazione all'information literacy, lavorando con le classi sul tema dell'informazione attraverso il web per contribuire a sviluppare un approccio critico e consapevole per orientarsi nel contesto digitale; si occupa della formazione di giovani laureandi e neolaureati nell'ambito del Servizio civile Universale offrendo formazione e esperienza lavorativa nell'ambito delle professioni strettamente legate alla tutela e valorizzazione del patrimonio documentale e bibliografico, all'organizzazione di eventi culturali. La Fondazione gestisce e aggiorna la banca dati del manifesto politico e sociale Manifestipolitici.it, archivio digitale online ideato nel 2000 dove sono disponibili alla pubblica consultazione online circa 16mila tra manifesti e volantini italiani e stranieri, dotati di immagine e di descrizione catalografica adeguata alla ricerca. La Fondazione propone da sempre un calendario di eventi aperti al pubblico su temi di studio o di attualità che rispecchiano i contenuti e la missione della Fondazione stessa: la storia del pensiero politico e filosofico, la politica internazionale, l'antropologia, la storia sociale e politica dell'età contemporanea. I temi sono trattati e approfonditi in un'ottica interdisciplinare. Gli argomenti sono valutati e condivisi dal Comitato Scientifico, da specifici gruppi di approfondimento, con altri istituti culturali o all'interno di rassegne culturali di rilevanza nazionale e internazionale e in occasione di ricorrenze storiche di particolare importanza.
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Roma, Via della Dogana Vecchia, 5
La Fondazione Lelio e Lisli Basso – ONLUS è uno dei più prestigiosi centri internazionali di documentazione e ricerca, di formazione e promozione culturale sulla società contemporanea. Nasce a Roma nel 1973 dalla fusione della ricca biblioteca personale di Lelio Basso con l'Istituto per lo studio della società contemporanea (1969), ed è stata eretta in Ente morale con decreto del Presidente della Repubblica italiana nel giugno 1974. Dal 2005 si è fusa con la Fondazione Internazionale Lelio Basso (1976), integrando nelle sue attività la vocazione globale alla promozione dei diritti umani e dei diritti dei popoli. Luogo di riferimento per diverse generazioni di studiosi, politici e intellettuali la sua missione è promuovere le culture della democrazia e dei diritti, dell'ambiente e dei beni comuni, dell'uguaglianza e delle diversità, dei diritti umani, dei popoli e della persona. L'ambito dei suoi interessi scientifici e culturali è quello interdisciplinare delle Humanities: dalla storia al diritto, dall'antropologia alla filosofia, dall'economia alla sociologia fino a comprendere le interazioni con la dimensione tecnico–scientifica nei campi della bioetica e dell'ambiente, delle risorse energetiche e delle tecnologie digitali. La Fondazione offre beni e servizi di interesse pubblico su scala locale, nazionale e internazionale, partecipa e promuove il dibattito contemporaneo organizzando iniziative di ricerca, di formazione e di comunicazione attraverso progetti, convegni, seminari, corsi, scuole, presentazione di libri, mostre, pubblicazioni e servizi in formati tradizionali e digitali. La sua Biblioteca e il suo Archivio storico conservano e aggiornano ricchi patrimoni librari e documentari e rappresentano un punto di riferimento riconosciuto per l'approfondimento dei processi di trasformazione del mondo contemporaneo, con particolare riferimento allo sviluppo della democrazia e dei movimenti di massa. La Fondazione promuove centri permanenti di iniziativa come L'Osservatorio sul rispetto dei diritti fondamentali in Europa e il Tribunale Permanente dei Popoli.
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Bari, Via Nicolò Piccinni, 97
La Onlus Fondazione Giuseppe e Salvatore Tatarella è stata costituita a Roma nel 2002 grazie alla donazione, da parte del fondatore Salvatore Tatarella, dell'Archivio e della Biblioteca appartenenti al politico Il 24.12.2013 ha ottenuto anche l'iscrizione nel registro della Persone Giuridiche con il N 93/P dalla Prefettura di Bari. Il 29.07.2014 stipulava un Accordo Quadro con l'Università degli Studi Aldo Moro con il quale le parti, nel rispetto dei propri fini istituzionali, si impegnano a collaborare nella programmazione e realizzazione di attività di formazione, studio, ricerca e diffusione di informazioni su temi di comune interesse. Il 02.02.2018 il Comune di Cerignola con delibera del Consiglio Comunale n.11 ha aderito alla Fondazione Tatarella. Il 20.04.2018 la Fondazione Tatarella è entrata nell'Aici (Associazione Istituiti culturali italiani). Il 25.06.2018 il Ministero per i Beni e la Attività culturali, per il tramite della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Regione Puglia e Basilicata con prot. n.1967 cl.34.22.07/49, ha dichiarato la Biblioteca della Fondazione Tatarella di “eccezionale interesse culturale” Il 10.07.2018 il Ministero per i Beni e la Attività culturali, per il tramite della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Regione Puglia e Basilicata, con prot. 2017 cl 34.04.01/1 ha dichiarato l'Archivio della Fondazione Tatarella di interesse “storico particolarmente importante”. Il 6 agosto 2018, ai sensi dell'art. 3 del D.M: n.266/2003, l'Agenzia delle Entrate ha disposto l'iscrizione nell'anagrafe delle Onlus della Fondazione Tatarella nel settore 7 “Tutela, promozione, valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico di cui alla legge 1°giugno 1939 n.1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963”. L'11.12.2018 con Delibera n.2323 su proposta del Presidente Dott. Michele Emiliano e dell'Assessore I.T.C., la Giunta Regionale, previo accoglimento dell'istanza, ha disposto l'adesione della Regione Puglia alla “Fondazione Giuseppe e Salvatore Tatarella Onlus” già “Fondazione Giuseppe Tatarella” in qualità di socio ordinario, con una partecipazione finanziaria annuale di 15mila euro. Queste, in sintesi, le motivazioni: le numerose iniziative culturali promosse ed organizzate dalla Fondazione, da tempo consolidatasi sul territorio, ampliano l'offerta culturale complessiva del sistema territoriale; i riconoscimenti che la Fondazione ha ricevuto dagli Enti preposti (Prefettura di Bari, Mibac, A.I.C.I.–Associazione Istituti Culturali Italiani– e A.E. che ha disposto la sua iscrizione nel Registro delle Onlus), testimoniano il costante e obiettivo perseguimento degli scopi statutari; la gratuita fruibilità del patrimonio della Fondazione costituito dalla “preziosissima Biblioteca”, inserita nel polo SBN “Terra di Bari”, e dal “ricco Archivio” che il Mibac ha dichiarato, rispettivamente, “di eccezionale interesse culturale” e “di interesse storico particolarmente importante”; la partecipazione della Regione al CdA della Fondazione e il suo sostegno economico può contribuire a fornire un efficace impulso al potenziamento delle relative attività, in sintonia con la strategia di politica culturale e di valorizzazione del territorio condotta dalla Regione; la intitolazione della Fondazione a “due cittadini pugliesi protagonisti della politica regionale, nazionale ed europea degli ultimi anni, che hanno coniugato la loro passione politica con l'amore per il nostro territorio”. Dal 2002 al 14 dicembre 2017 è stato presidente della Fondazione il Senatore Avv. Nicola Emilio Buccico. Attualmente è presieduta da Francesco Giubilei. Nel 2018 ha aggiunto alla denominazione iniziale, il riferimento al fratello Salvatore Tatarella.
Roma, Via Ostiense, 106
L'Archivio si costituisce in Associazione nel 1979 con la denominazione Archivio storico audiovisivo del movimento operaio (Asamo), su iniziativa di alcuni intellettuali e uomini di cinema, tra cui Cesare Zavattini, che ne è stato Presidente fino al 1989. L'associazione eredita il patrimonio filmico del Partito comunista italiano e della Unitelefilm, società di produzione cinematografica legata al Pci nata nel 1963. Nel 1983 il patrimonio dell'archivio viene dichiarato dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio di notevole interesse storico: é il primo archivio audiovisivo italiano che riceve questa notifica. Nel 1985 l'Archivio viene riconosciuto come Fondazione culturale grazie all'incontro e all'impegno di due grandi personalità del mondo culturale e politico del periodo: Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica, e Cesare Zavattini, Presidente dell'associazione. L'associazione assume quindi l'attuale denominazione di Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (Aamod). La Fondazione ha per oggetto l'attività politico–culturale e formativa nel campo del trattamento degli audiovisivi, per favorire la costruzione e la valorizzazione di una memoria collettiva delle battaglie civili italiane, della storia dei partiti della sinistra e del sindacato, del movimento operaio, dei movimenti sociali in genere e dei loro protagonisti. In particolare, essa si propone: la ricerca, la raccolta, la conservazione e la catalogazione dei materiali audiovisivi (cinematografici, videomagnetici, fotografici o su qualsiasi tipo di supporto, sonori, grafici, eccetera) e la conservazione, il trattamento e la valorizzazione di tali materiali, di provenienza nazionale ed estera.
Identificatori
Torino, Via del Carmine, 14
La Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci nasce il 4 dicembre 1974 per iniziativa di un folto gruppo di intellettuali, politici, protagonisti del movimento operaio e sindacale e giovani ricercatori, riuniti in un Comitato Promotore, e si pone sin da subito come punto di incontro e mediazione fra le varie culture di sinistra. Coniuga l'approccio storico, testimoniato dall'importante patrimonio documentario relativo alla storia del movimento operaio e sindacale e organizzato in un Archivio e una Biblioteca aperti al pubblico, con una sempre crescente attenzione ai temi critici della società contemporanea e allo sviluppo socioeconomico della Città. Opera in collaborazione con Istituti e Fondazioni analoghe e soggetti provenienti da ambiti diversi a livello locale, nazionale e internazionale ed è tra i soci fondatori dell'ISMEL, l'Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell'Impresa e dei diritti sociali. È ente partner del Polo del '900, che ha contribuito a progettare e realizzare e di cui condivide finalità e obiettivi strategici. Negli ultimi anni ha sviluppato importanti progetti di Audience Development & Audience Engagement soprattutto rivolti ai giovani per favorirne la partecipazione attiva.